Embodiment e rappresentazione dei concetti astratti

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LA TEORIA WAT (WORDS AS SOCIAL TOOLS)  A.M. Borghi, F. Binkofski, Words as Social Tools: An Embodied View on Abstract Concepts, New York, Springer, 2014
Approccio embodied ai concetti
Per uno scienziato cognitivo, i concetti sono ciò che ci permette di categorizzare la realtà, di distinguere le entità che la costituiscono, e di trarne inferenze. Secondo l’approccio embodied i concetti riattivano le reti neuronali (pattern, network) sensomotorie attivate in precedenti esperienze con i loro referenti, attivano cioè una simulazione, che consiste nella riattivazione parziale del pattern neurale che si ha quando si fa esperienza delle entità del mondo esterno. Essi sono rappresentazioni finalizzate all’azione, rappresentazioni delle possibilità di interazione con l’ambiente naturale e sociale. I concetti riattivano gli stessi sistemi percettivi, motori ed emozionali in modo da prepararci a interagire con le entità del mondo esterno che incontriamo.
L’approccio embodied critica la teoria tradizionale dei concetti, secondo la quale l’esperienza delle entità del mondo esterno verrebbe tradotta in simboli astratti, amodali e arbitrari. Secondo l’approccio embodied i concetti sono codificati in formato corporeo dunque multimodale e non amodalie.
Gli autori tuttavia pongono il problema dei concetti astratti, ovvero di quei concetti che non sono dotati di referenti singoli, ben delimitati, concetti come “fantasia”, “giustizia”, libertà”. Come sono rappresentati i concetti astratti? Il problema è dimostrare che anche i concetti astratti attivano i sistemi percettivi e motori. Gli autori citano numerosi studi comportamentali e di neuroimaging che dimostrerebbero che il sistema sensomotorio è attivato anche da parole astratte, studi che pertanto dimostrerebbero che anche i concetti astratti sono grounded nel sistema sensomotorio sebbene sottolineino le differenze tra le due tipologie di concetti.
Modalità di apprendimento dei concetti astratti
La teoria WAT mira a connettere la ricerca sull’apprendimento dei concetti astratti a quella sulla loro rappresentazione nella mente-cervello.  Assunto di base della teoria: sia i concetti astratti che quelli concreti sono embodied e dipendono dall’attivazione del sistema sensomotorio ed emozionale. Tuttavia, dato che i concetti astratti non hanno un singolo referente concreto, l’acquisizione dei concetti astratti differisce profondamente da quella dei concetti concreti. Mentre questi ultimi possono essere acquisiti per ostensione, dunque in assenza di stimoli linguistici, è impossibile formarsi un concetto astratto (come “libertà”) senza l’aiuto di qualcuno che ci aiuti a comprenderne il significato mettendo insieme diverse e variegate esperienze. Per l’acquisizione dei concetti astratti pertanto è fondamentale l’esperienza linguistica intesa in senso globale, ovvero sintattico, semantico e pragmatico.  La presenza di un membro autorevole della nostra comunità (un parente, un esperto, un insegnante) che ci fornisce una spiegazione del concetto, aiutandoci a raccogliere sotto un’unica etichetta una molteplicità di esperienze diverse diventa cruciale per l’apprendimento dei concetti astratti. La teoria WAT enfatizza pertanto il ruolo del linguaggio ed attribuisce rilevanza al contesto sociale nel quale il linguaggio è acquisito. Il linguaggio è uno strumento sociale nel senso che ci permette di agire nel mondo con gli altri (è usato in contesti sociali) e nel senso che è acquisito attraverso la mediazione di interazioni sociali (all’interno di un contesto sociale).
 
Rappresentazione dei concetti astratti
Le differenti modalità di rappresentazione a livello neuropsicologico tra concetti concreti e astratti è determinata dalle loro diverse modalità di apprendimento. La teoria WAT sostiene che sia i concetti concreti che quelli astratti sono rappresenti in formato corporeo o multimodale (sensomotorio, emozionale e linguistico). Dal punto di vista neurofisiologico ciò significa che riattivano le aree cerebrali sensomotorie, emozionali e linguistiche attivate in precedenti esperienze con i loro referenti. La conoscenza pertanto è rappresentata da sistemi multipli, basati su esperienza sensomotoria e linguistica. Ciò che li differenzia dunque non è il formato ma 1) il diverso livello di attivazione delle aree cerebrali e 2) il diverso contenuto intenzionale della rappresentazione, ovvero le loro proprietà semantiche costitutive.  I concetti astratti attivano maggiormente le aree emozionali e linguistiche rispetto ai concetti concreti, i quali attivano maggiormente le aree sensomotorie (i concetti astratti sono caratterizzati maggiormente da informazione linguistica ed emotiva rispetto ai concetti concreti, maggiormente caratterizzati da informazione sensomotoria). Rispetto ai concetti concreti, inoltre, il contenuto dei concetti astratti si riferisce maggiormente a situazioni complesse, scenari concreti, mentre i concetti concreti rappresentano maggiormente singoli oggetti.