Approvato il progetto DEPIT

[link alla pagina progetto] [Abstract del progetto]
L’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire ha approvato la candidatura del progetto DEPIT – Designing for Personalization and Inclusion with Technologies – all’interno dei Partenariati Strategici, avanzata dal Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Macerata.
Il progetto ha come finalità riflettere e produrre metodi per la progettazione didattica superando alcuni burocratismi attuali e costruendo ricorsività tra macro (curricolo e moduli/unità di apprendimento) e micro progettazione (sessione/lezione). Si vedano gli incontri recenti su Ripensare il curricolo. Ma anche creare ricorsività tra personalizzazione e inclusione, dove l’inclusione è la capacità di far dialogare i eprcorsi eprsonalizzati, senza perdere il valore aggiunto della socialità della classe.
Parte da tre input: il Conversational Fremwork, il modello proposto da Diana Laurillard nel testo Teaching as design science (Tradotto in italiano da Franco Angeli “Insegnamento come scienza della progettazione”), il metodo EAS proposto da Pier Cesare Rivoltella, PROPIT proposto e sperimentato dal gruppo di ricerca TINTEC del Dipartimento di scienze della formazione dell’Università degli studi di Macerata. In realtà DEPIt è la troduzione in inglese di PROPIT!
Inoltre il progetto DEPIT si propone di costruire una applicazione che supporti i docenti nella progettazione e che sia visualizzabile in classe orientando così gli studenti e motivandoli. A monte la convinzione che molte delle tecnologie presenti oggi non nascano dai bisogni e dalla progettazione degli insegnanti, ma seguono bisogni esterni che non sempre soddisfano le esigenze interne. Occorre quindi, come propone Laurillard, favorire la progettualità degli insegnanti che non debbono delegare ai tecnici la costruzione di applicazioni per la didattica. Il team deve collaborare e gli insegnanti debbono indicare i vincoli di progetto e le carattersitiche dei prodotti.
Il progetto pertanto mira a:
– studiare come gli insegnanti realmente progettano la lezione del giorno dopo, oltre le metanarrazioni create a tavolino; comprendere inoltre sia come rendere effettivamente utile la progettazione del curricolo, sia come costruire una ricorsività tra progettazione del curricolo e progettazione della sezione di lavoro. E’ nostra opinione che al centro di una ddiattica innovativa ci siano le attività e l’azione didattica, ci siano le TLA – Teaching and Learning Activities, o, per da altra prospettiva gli Episodi di Apprendimento Situato. Crediamo anche che nell’attuale società del frammento sia importante costruire delle reti che connettano Episodi secondo una logica appunto connettiva. Le reti nella didattica sono reificate nei curricoli, o meglio dovrebebro essere reificate in curricoli generativi e flessibili.
In PROPIT il curricolo, il modulo e la sessione di lavoro sono tre mappe tra loro connesse. Ed essendo digitali possono essere visualizzate in classe e aiutano gli studenti a orientarsi nel percorso e a motivarsi potendo anticipare le attività. Ma i software che esistono non sono performanti: o funzionano solo on line, o se gratuiti non fanno tutto, oppure lavorano o su tablet o su portatile. Deve poi essere un aggregatore che permetta di contenere materili digitali sia proposti dal docente, sia realizzati dagli studneti. Un mediatore dell’azione ddiattica che si completa mentre l’azione si dipana.

Il progetto vede un partenariato molto ricco: Diana Laurillard (della University college London), Juan de Pablos Pons (Università di Siviglia), Pier Cesare Rivoltella (Università Cattolica di Milano), l’ATEE – Association for Teacher Education in Europe, l’AEDE – Association Européenne Des Enseignants, due reti italiane di scuole, la rete coordinata da IC Pordenone Torre che unisce vari istituti del Friuli e la rete coordinata da IC Grottammare, che vede varie scuole del Piceno, oltre al Centro del Profesorado che riunisce molti formatori di istituti della provincia di Siviglia. Infine i docenti dell’Università di Macerata appartenenti al centro di ricerca TINCTEC diretto da Pier Giuseppe Rossi.
Il valore aggiunto del progetto è proprio l’interazione tra scuola e università, tra ricerca universitaria e ricerca nella scuola.
Le attività che andranno svolte sono realtive alla ricerca sulle pratiche per progettare dei docenti, quelle vere non la produzione di inutili tabelle, la messa a punto di modelli, la realizzazione di un’applicazione digitale, la disseminazione in varie scuole europee epr testare e mettere a punto il prodotto. La realizzazione vedrà un eprcorso ricorsivo tra scuola, università e software house. L’idea nasce nella scuola, viene riproposta in modalità digitale in un controllo passo passo. L’idea non si dà in pasto agli informatici che foniscono il prodotto finito, ma passo passo secondo il modello del rapid prototyping il processo di sviluppo è seguito e monitorato dai docenti della scuola e dell’università.
Per la diffusione saranno poi prodotti materaili illustrativi e dei MOOC per mostra non tanto i enon solo il funzionamento del software ma soprattutto le proposte metodologiche.
Per una più puntuale descrizione del progetto si veda l’abstract.