Didattica enattiva

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Cos’è l’enattivismo? Una prospettiva post-costruttivista che vede come riferimenti storici Maturana e Varela e individua nella co-emergenza tra l’agire umano e l’ambiente il processo di costruzione del mondo e/o della consocenza sul mondo. Come sottolinea Varela la consocenza è azione e l’azione è consocenza.
A livello didattico l’approccio enattivo permette di intepretare molte delle problematiche oggi presenti. In primis la dialettica tra insegnamento e apprendimento, due processi tra cui esiste una forte ambiguità (nel senso merleau-pontiano) in quanto sono a un tempo autonome e connesse. Dall’altro l’emergenza in contesto della consocenza come rete tra i frammenti posseduti dai singoli attori dell’azione didattica.
Ancora, l’enattivsmo spiega l’aprendimento stesso come co-emergenza, la relazione tra insegnante e alunno come accoppiamento strutturale, concetto chiave che è correlato a quello di chiusura organizzativa. Ciascuno dei due attori è un sistema e risponde alla propria organizzazione interna. Contemporaneamente l’interazione produce successivi allineamenti (vedi articolo Allignment in ESS di PG Rossi).
Le ricerche attuali in campo enattivista si connettono da un lato con quelle di ambito fenomenologico in cui viene rafforzato il ruolo del corpo nei processi di azione e di conoscenza, dall’altro con quelle in amnbito neuroscientifico che grazie alle scoperte del gruppo di Parma sui neuroni specchio apre nuovi orizzonti per collegare l’ambito intra con quello interrelazionale, supportando molte delle intuizioni di Varela sulla relazione uomo-ambiente. Sulla ricerca delle scienze cognitive si veda l’intervista a Varela del 2001 (link).
Sulla relazione tra didattica e neuroscienze di base è la ricerca di Pier Cesare Rivoltella che ha scritto “Neurodidattica. Insegnare al cervello che apprende” (Cortina). Si veda anche l’intervista link. Sempre sulla neuro-didattica si veda il documento “Neuroscience: implications for education and lifelong Learning” di Uta Frith che parte dal assunto che “Both nature and nurture affect the learning brain” e “Neuroscience: implications for education and lifelong Learning” (LINK).
Un’ulteriore connessione è con la ricerca di Berthoz sulla semplessità che coniuga le ricerche delle neuroscienze con la ricerca fenomenologica di Husserl e Merleau-Ponty. Per Berthoz la complessità è un problema che la natura ha da sempre affrontato mettendo in atto delle strategie che semplificano la complessità senza essere riduzioniste. Maurizio Sibilio, che da tempo collabora con Berthoz, ha cercato di curvare la semplessità alla didattica e ha scritto il testo: Didattica semplessa.
Per un approfondimento vedere il numero di ESS: Bio-education, simplexity, neuroscience and enactivism. New perspectives for education?.

Il gruppo EDIT e l’enattivismo.