Body & Tech

La critica maggiore che viene rivolta alle tecnologie è: non hanno la potenza emotiva e il coinvolgimento della presenza.
Rispondere a questa affermazione non è problematico. Ricordando Lévy possiamo sottolineare che la tecnica “partecipa pienamente dell’ordine culturale, simbolico, ontologico o assiolagico” (Le tecnologie dell’intelligenza, 1992, p. 16).
In tale direzione non secondaria è l’analisi ricorsiva delle tecnologie che sono a un tempo frutto dell’agire umano e strutture per l’agire umano, sono fatte dall’uomo e fanno l’uomo. le tecnologie si pongono tra l’uomo e il mondo come mediatori e influenzano la relazione uomo-ambiente. L’uso è un fattore che continuamente le trasforma proprio mentre viene trasformato da esse.

Ma se risulta facile evidenziare la non estraneità della tecnica dall’uomo, più complessa è l’analisi di come le raffigurazioni del mondo, la mediazione tra uomo e mondo, sono modificate dalle tecnologie.
La ricerca in atto vuole indagare tale elemento: come dialoga il corpo con le tecnologie, che ruolo hanno le tecnologie nelle rappresentazioni del mondo, come il corpo partecipa delle rappresentazioni che abbiamo grazie alla mediazione delle tecnologie?
Le ricerche delle neuroscienze sui neuroni-specchio evidenziano il ruolo della simulazione e la asintoticità tra azione effettuata-azione simulata-azione osservata. Cosa cambia quando l’azione è vissuta attraverso le tecnologie?

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